(Perugia – Gubbio – Umbertide – Città di Castello)

Se si è alla ricerca di un itinerario che riscopra l’Umbria medievale e alto-rinascimentale nel quale è possibile rinvenire le suggestioni antiche quando ancora si potevano incontrare i lupi affamati che San Francesco ammansiva con la sua dolcezza, allora sicuramente non ci si deve perdere l’alta valle del Tevere.

L’itinerario, con partenza e ritorno a Perugia, tocca i due centri più significativi e storicamente interessanti del nord della regione.

Gubbio, di antica origine preromana, è distribuita sul pendio sud-occidentale del monte Ingino. Le sue case, racchiuse da un giro di mura a esagono fortemente allungato, si dispongono in che seguono le curve di livello del pendio. Nella parte alta ritroviamo il centro nevralgico della cittadina, ai cui lati sorgono il trecentesco e incompiuto Palazzo pretorio, ora sede del Municipio, e l’elegante e severo Palazzo dei Consoli, costruito da Angelo da Orvieto tra il 1332 e il 1349 che oggi ospita i Musei civici, dove sono conservate le “tavole eugubine” dei III-I secoli a.C., con iscrizioni in lingua umbra e latina.
Collocato simbolicamente nel punto più alto della città, Palazzo Ducale è stato edificato nel tardo 1400 per Federico da Montefeltro. Di fronte troviamo il Duomo, costruzione gotica a navata unica, eretta sul luogo di un precedente edificio romanico; e San Francesco, un grandioso complesso conventuale che conserva nella chiesa un bel ciclo di affreschi di Ottaviano Nelli del XV secolo.

Al di fuori delle mura, nella piana ai piedi della città, sorge il Teatro Romano, risalente al I secolo d.C., uno dei più grandi dell’epoca, ancora oggi utilizzato per vari spettacoli. Attraverso varie vie tipicamente medievali, si raggiunge il duecentesco palazzo del Capitano del Popolo.

Infine, raggiungibile sia attraverso una strada panoramica, sia tramite cabinovia da porta Romana, il santuario di Sant’Ubaldo, patrono della città, sorge in cima al monte Ingino e conserva, oltre al corpo dello stesso Santo, anche i colossali «ceri» utilizzati per la famosa corsa annuale.

La seconda città toccata dall’itinerario è Città di Castello, l’antica Tifernum Tiberinum, la quale si estende, ancora racchiusa nella cerchia delle mura bastionate, sulla riva sinistra del Tevere. Nel cuore cittadino notiamo la struttura della cittadina imperniata su un lungo asse longitudinale e su un sistema di piazze concatenate dominate dagli edifici del potere civile e religioso. Tra questi, il Palazzo dei Priori e quello del Podestà, entrambi progettati da Angelo da Orvieto: il primo, costruito nel 1300, costituiva, con la torre civica, la sede delle magistrature comunali.

Il Duomo, di origine romanica, venne ingrandito nel 1300 e poi ristrutturato tra 1400 e 1500, mentre la facciata incompiuta è barocca. Al suo interno, si ritrovano gli affreschi del Pomarancio e una Trasfigurazione del Rosso Fiorentino.
Interessante l’annesso Museo capitolare, con il «tesoro di Canoscio», raro corredo liturgico d’età paleocristiana.
Le due grandi raccolte d’arte della città sono la Pinacoteca comunale, sistemata nel principesco Palazzo Vitelli alla Cannoniera, è tra le più importanti dell’Umbria, con opere di Spinello Aretino, Neri di Bicci, Luca Signorelli, Raffaello, Domenico Ghirlandaio, Giovanni e Andrea della Robbia, Lorenzo Ghiberti; il quattrocentesco palazzo Albizzini e gli ex Seccatoi Tabacchi, i quali ospitano infatti la collezione Burri, che il famoso pittore contemporaneo ha donato alla sua città natale.